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Benjamin Von Wong e il suo impegno per gli oceani

Liberare gli oceani dalla plastica è compito di tutti. L’artista Benjamin Von Wong costringe il mondo ad aprire gli occhi.

Benjamin Von Wong è un artista, attivista e fotografo canadese noto per le sue installazioni artistiche ambientali.  Wong si è laureato in ingegneria mineraria, ma, nel 2012, ha lasciato l’ingegneria per intraprendere una carriera artistica. È un sostenitore di Ocean Plastics che lavora per liberare gli oceani dalla plastica. Ocean Plastics studia, infatti, modi di produrre imballaggi in materiale riciclato e realizzato appunto in OWP cioè Ocean Waste Plastic. La plastica, infatti, sta inquinando gli oceani. La produzione globale di plastica è quadruplicata negli ultimi 40 anni.

Benjamin Von Wong, con le sue installazioni artistiche realizzati con rifiuti di plastica scartati, costringe il mondo ad aprire gli occhi e a guardare sotto altri aspetti anche gli oggetti monouso. Vuole che la sua arte incoraggi le persone a ridurre il consumo di plastica.

Tra le sue opere più famose “Strawpocalypse”. Composta da 168.000 cannucce di plastica recuperate da volontari lungo le strade e le spiagge del Vietnam. L’utilizzo di cannucce usate ha uno scopo: aumentare la consapevolezza sui danni ambientali causati dalla plastica. Purtroppo, non tutta la plastica che produciamo viene riciclata. Le cannucce non sono la principale fonte di inquinamento da plastica, ma sostanzialmente sono inutili, perchè le persone non ne hanno bisogno per bere e, a causa delle loro piccole dimensioni e del loro peso, non possono essere riciclate.

Von Wong sottolinea che ogni singola cannuccia che fa parte della sua installazione proviene da una bevanda che qualcuno ha sorseggiato solo per pochi minuti. Una volta che la bevanda è finita, la cannuccia impiegherà secoli a scomparire.

Molto di quello che ho cercato di fare è far capire alle persone che le loro azioni contano” dice Von Wong.

Nel 2017, Von Wong ha trasformato dei rifiuti elettronici in sculture d’arte realizzando appunto un’opera con componenti elettronici recuperati e provenienti da un programma di riciclaggio globale. Nel 2018, invece ha costruito l’armadio più alto del mondo al Cairo, realizzato con 3.000 articoli di abbigliamento, che rappresentano una vita di vestiti. Dopo che l’installazione fu smontata, Von Wong donò i vestiti ai rifugiati egiziani.

A Corfù, in collaborazione con un gruppo di volontari di Greenpeace ha realizzato “Truckload of Plastic”, un’opera che sta a rappresentare la quantità di plastica che finisce nei mari, infatti, ogni 60 secondi, la quantità è quella di un camion. Per questo lavoro si sono raccolti più di 10.000 pezzi di plastica, che sono stati poi legati insieme per dare l’ impressione che fossero stati scaricati da un camion.

Un’altra installazione artistica è “Plastikophobia” realizzata con 18.000 bicchieri di plastica, mentre tra i suoi ultimi lavori c’è una serie fotografica dal titolo “Le sirene odiano la plastica”, con 10.000 bottiglie di plastica. Benjamin ha realizzato una vera e propria riflessione per immagini, prendendo come protagoniste delle sirene che hanno difficoltà a nuotare in un oceano di plastica.

Von Wong spera che il suo lavoro aiuti anche grandi aziende come  Coca-Cola, PepsiCo, Nestle, Unilever, Procter & Gamble, Starbucks e McDonald’s a ridurre la plastica dai loro marchi, ha scritto, infatti, “A meno che non [fermiamo] la plastica alla fonte, la pulizia e il riciclaggio da soli [non] saranno mai sufficienti“.

fonte> https://www.secondamanoitalia.it/vivere/benjamin-von-wong-e-il-suo-impegno-per-gli-oceani/